L’Abc tinto di rosso per Leoluca Orlando

17 aprile 2012 - Comunisti e Verdi fanno cerchio attorno a Leoluca Orlando oggi pomeriggio al cinema Abc di Palermo. Politici e sostenitori hanno riempito la sala per l’occasione tinta di rosso. Presenti sul palco – insieme al candidato Leoluca Orlando – la candidata e maestra precaria,Barbara Evola, i segretari di Rifondazione, Davide Ficarra e Giusto Catania, il segretario provinciale dei Verdi Maximo Ghioldi. In questa cornice politica, fanno gli onori di casa al segretario nazionale del partito di rifondazione comunista, Paolo Ferrero.

Apre le danze la docente Evola che con  toni da combattente denuncia le gravi situazioni scolastiche del capoluogo siciliano.
Poi è la volta di Giusto Catania che ‘osanna’ il canditato Orlando e difende a spada tratta la sua coalizione politica: “La nostra lista è l’unica di sinistra. Palermo ha bisogno della nostra coalizione per cambiare”.

 Sulla stessa lunghezza d’onda, le parole di Ficarra, che divide in due categorie la città di Palermo: “Questa mattina hanno arrestato un candidato della Caronia nella lista amo Palermo. Sicuramente non amava la città. Giorni fa invece, il teatro Garibaldi viene occupato da artisti e attivisti. Esistono due Palermo. Questa è la partita che stiamo disputando, alle regionali la nostra coalizione deve fare da perno per un vero schieramento di sinistra”.

 Arriva, quindi, il turno dell’ex sindaco di Palermo. L’intera platea in piedi ad applaudirlo. Orlando parla per una ventina di minuti. Porta numerosi esempi sulla cattiva gestione della macchina comunale come “i pochi autobus a disposizione per i palermitani” o “di chi è andato a Dubai fregandosene dell’Amia” e dice: “Noi dobbiamo costruire un progetto di liberazione per questa città. La nostra candidatura ha rotto con la palude politica. É giunto il tempo dei meriti e dei bisogni. Basta spianare la carriera ai farabutti.  Palermo è una città normale”.

Termina il suo comizio dando delle risposte a Massimo D’alema che proprio ieri aveva sconsigliato la candidatura di Orlando. “D’Alema mi ha ricordato Andreotti: inviterà a non votarmi e diventerò sindaco. Onorevole D’Alema giù le mani da Palermo, la nostra città non merita di essere mortificata.  Basta avere pupari senza anima e coraggio”

Il segretario Ferrero, che ha chiuso gli interventi, accetta l’assist del candidato di Idv, Rifondazione e Verdi e ‘mitraglia’ anche lui sull’ex presidente del Consiglio: “Quando D’Alema ha detto di non votare Orlando ho tirato un sospiro di sollievo perchè porta sfiga. Il voto a Orlando – ha aggiunto – ha un valore nazionale, è un voto di governo. Arriverà al secondo turno ed è il solo candidato che può battere le destre”.

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