Comunicati Stampa Archive

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Inchiesta Giano Bifronte, Fumetta (PRC): Magistratura vada fino in fondo, opposizioni politiche e lobby di potere stanno portando avanti una campagna indegna che tenta di cancellare le conquiste fatte in questi anni

palazzo_aquilePalermo 5 marzo – Le opposizioni politiche e lobby di potere che sono state messe ai margini in questi anni, stanno utilizzando l’inchiesta della magistratura per raccontare  menzogne su menzogne nel tentativo di rimettere le mani sulla città e di cancellare le conquiste fatte dal 2012 in poi. 
L’inchiesta della magistratura  – dichiara Vincenzo Fumetta segretario provinciale di Rifondazione Comunista - ha  portato alla luce un fatto gravissimo su cui ci auguriamo che la magistratura faccia piena luce ma che è circoscritto agli indagati e alla presunta corruzione al fine di agevolare un piano speculativo in città.
Ma quel piano speculativo è stato bloccato dal Sindaco e dalla Giunta comunale ed è stato bocciato successivamente dal Consiglio Comunale con il voto del gruppo di SxComune e di altri consiglieri comunali.
Questa è la lettura oggettiva dei fatti – continua Fumetta –  al contrario i Ferrandelli e Mattaliano così come altri consiglieri che in questi giorni dispensano lezioni di legalità dovrebbe dire ai propri elettori, e ai palermitani, tutti dove erano al momento decisivo del voto, dovrebbero dire perché alcuni di loro hanno preferito uscire dall’aula, forse nel tentativo di far cadere il numero legale, e perché altri invece si sono astenuti.  
Ed ancora – conclude Fumetta-  il tentativo di tirare in ballo qualsiasi atto che veda coinvolto Li Castri, dal PRG alle nuove linee del tram, significa solo alzare polveroni che vogliono abbattere punti fondamentali del programma elettorale di questa consiliatura contro la volontà chiara della maggioranza dei palermitani.
Il compito della giunta, anche con l’inserimento dei i nuovi assessori, è quello di mettere in sicurezza le conquiste fatte dal 2012 a oggi e di rendere definitive le basi del cambiamento della città. Rifondazione Comunista invita il Sindaco di Palermo ad andare avanti sulla strada tracciata e chiede di fissare una road map, sui punti cruciali del programma che ancora non sono stati realizzati. Dopo tanta fatica non possiamo sprecare questa occasione.

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Gli arresti, i programmi costruttivi e il ruolo di SxComune per impedire le speculazioni…

mellusoPalermo 1 marzo – La vicenda giudiziaria, legata all’approvazione di sei programmi costruttivi, che ha portato all’arresto dei capigruppo di PD e Italia Viva e di alcuni funzionari del Comune di Palermo deve indurci ad una riflessione sulla natura del potere nella nostra città e sulle pericolose interessenze che attraversano la politica e gli affari.
A maggior ragione se coinvolgono soggetti politici con i quali governiamo la città di Palermo.

Tuttavia, dalla lettura dei fatti, emerge con forza il nostro ruolo di argine e la nostra capacità di lettura dei fenomeni che ha impedito la realizzazione di progetti su cui si stavano addensando interessi elettorali, economici e speculativi.

Dalle intercettazioni telefoniche, agli atti dell’inchiesta, diversi consiglieri comunali, parlando tra loro, si chiedono quale fosse la posizione di Sinistra comune ed in particolare del consigliere Giusto Catania, capogruppo e componente della commissione urbanistica.

“Catania fa ostruzionismo” afferma Giovanni Lo Cascio, presidente della commissione urbanistica, in una conversazione telefonica intercettata.
Quindi malgrado la nostra presenza in maggioranza avevamo manifestato esplicitamente i dubbi sulla natura di questi interventi: anche in diverse riunioni della commissione urbanistica (i verbali sono pubblici!) erano emerse le perplessità sulle realizzazione dei sei programmi costruttivi.

Il gruppo di lavoro sull’urbanistica di #SinistraComune, composto da professionisti della nostra organizzazione, aveva avuto occasione di analizzare i progetti e, pur sottolineando la diversità degli interventi, si era espresso in modo esplicito per un bocciatura delle sei proposte.

Il cambio di destinazione d’uso di queste aree industriali dismesse avrebbe consentito ad alcune cooperative di costruire palazzi.
Queste delibere sono rimaste ferme all’ordine del giorno del Consiglio comunale per anni. La svolta sulla vicenda è avvenuta con il rimpasto di giunta con il quale Giusto Catania (che aveva già manifestato dubbi sui programmi costruttivi) ha assunto la delega all’urbanistica.
Il 23 ottobre 2019 il sindaco Leoluca Orlando convoca una giunta tematica con un solo punto all’ordine del giorno: Piano Regolatore generale. È l’occasione per assumere decisioni politiche complessive sulla variante generale. Tra i nodi da sciogliere prima di chiudere il Piano regolatore ed inviarlo al Genio Civile c’è la destinazione delle aree industriali dismesse.
L’esito della riunione politica della giunta è una notizia che viene raccontata dalla stampa cittadina: su proposta dell’assessore Giusto Catania e dell’assessore Prestigiacomo la giunta decide che le aree industriali dismesse sarebbero state utilizzate per garantire il fabbisogno di edilizia pubblica, necessarie a rispettare le esigenze abitative della città, sottraendole alla disponibilità delle cooperative.

Una scelta politica chiara che, indipendentemente dall’indagine in corso (la notizia che la Guardia di Finanza aveva sequestrato gli atti dei sei programmi costruttivi era uscita sulla stampa), consentiva di risolvere uno dei temi fondamentali per la definizione dello strumento urbanistico.

Nella stessa giornata il sindaco convoca la maggioranza consiliare, comunica la decisione della giunta e propone alla maggioranza consiliare di bocciare i sei programmi costruttivi all’ordine del giorno cosi da consentire di destinare le aree industriali dismesse per soddisfare le esigenze di edilizia pubblica.

La maggioranza consiliare accoglie senza esitazione la proposta del Sindaco, esprimendo soddisfazione sul fatto che fosse arrivata un’indicazione chiara su progetti che da troppo tempo giacevano all’ordine del giorno e sui quali si rischiava il commissariamento della Regione.

Il Consiglio comunale è chiamato a votare sui sei programmi costruttivi il 7 novembre 2019. Dalla lettura del verbale della seduta emerge con forza che Sinistra Comune è l’unico gruppo consiliare che si attiene all’indicazione politica del Sindaco, senza alcuna esitazione.
L’unico consigliere della maggioranza che interviene in aula è Fausto Melluso, componente della commissione urbanistica, il quale nel suo intervento chiarisce le ragioni del voto contrario dell’intero gruppo, compattamente presente in aula.

In Consiglio comunale la maggioranza si spacca in tre pezzi: tre consiglieri votano a favore dei programmi costruttivi; nove si astengono; votano contro solo i quattro consiglieri di Sinistra Comune (Barbara EvolaFausto MellusoKatia Orlando Sinistra Comune e Marcello Susinno – Consigliere Comunale) ai quali si aggiungono tre consiglieri della minoranza che scelgono di rimanere in aula.
I programmi costruttivi vengono bocciati; il piano regolatore generale della città di Palermo, con la nuova destinazione urbanistica relativa alle aree industriali dismesse, viene definito e, nel giro di pochi giorni ( il 29 novembre 2019) viene inviato all’Ufficio del Genio Civile.
Questa è solo una cronaca dei fatti che dimostra l’importante lavoro svolto dalle nostre compagne e dai nostri compagni per tutelare il territorio della città e per garantire la trasparenza e il buon governo.

 

Link al video dell’intervento del consigliere Fausto Melluso da qui: https://youtu.be/VaAEU83SZPQ

 

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ZTL notturna – Confcommercio continua a difendere l’indifendibile al limite del blackout logico.

ztlPalermo 24 febbraio – Continua la difesa dell’indifendibile da parte di Confcommercio di Palermo che pur di esprimere la loro contrarietà all’estensione degli orari della ZTL alle ore notturne, arriva la limite del blackout logico. In un recente comunicato – afferma Vincenzo Fumetta segretario provinciale di Rifondazione Comunista - la loro presidente attribuisce il calo del numero delle attività commerciali al dettaglio, escluse quelle legate alla ristorazione e turismo, alla ZTL notturna. Peccato però che il provvedimento non sia entrato ancora in vigore e che soprattutto quella tipologia di negozi chiude alle 20.
Chi sulla carta si occupa di commercio, dovrebbe sapere che la natura del commercio stesso è cambiata negli ultimi decenni non solo per lo sviluppo di quello online ma anche per il fiorire dei centri commerciali.
A tal proposito la posizione di contrarietà di Rifondazione Comunista sull’apertura dei centri commerciali è stata sempre chiara, tant’è che nel 2012 venne approvata dalla giunta di Palermo una delibera che ne impediva l’apertura di nuovi nel territorio comunale. Qual è stata invece la posizione di Confcommercio, che oggi versa lacrime di coccodrillo, a tal proposito?
I commercianti palermitani – continua Fumetta – si meriterebbero una rappresentanza di categoria che sappia coniugare sia la difesa dei propri iscritti che il bene collettivo del tessuto urbano in cui gli stessi commercianti operano. In tal senso l’estensione degli orari della ZTL durante il fine settimana, come dimostrano i dati diffusi dal Comune di Palermo, è un provvedimento necessario per la difesa della salute di tutte e tutti coloro che operano e vivono nel centro storico.

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Insieme per Partinico. La volontà di ripartire, il bisogno di cambiare, sabato 22 giugno ore 17.30 Palazzo dei Carmelitani

partinicoPochi si sarebbero aspettati che A Partinico si potesse vivere un momento più difficile di quelli già affrontati.
Nonostante siano comprensibili sentimenti di rassegnazione e disillusione, crediamo che non ci si debba arrendere. Il futuro appartiene ai cittadini e non a chi è responsabile della desolazione che ci circonda.
Mentre la città negli ultimi 20 anni ha vissuto un indubbio regresso politico e amministrativo, non si è spenta quella linfa vitale costituita dalle attività di realtà sociali e culturali che malgrado tutto resistono.
Noi siamo ancora in campo, ma non siamo certamente sufficienti perché c’è bisogno della partecipazione di tutti coloro che, come noi, auspicano un cambiamento vero e radicale

Vediamoci sabato 22 giugno ore 17.30 al Palazzo dei Carmelitani, Partinico

 

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Il cordoglio di Rifondazione Comunista per la morte Simona Mafai

mafaiPalermo 16 giugno – La morte di Simona Mafai lascia un vuoto enorme nella sinistra palermitana. Vittima delle leggi razziali del 1938 e dell’antisemitismo, 
Simona e’ stata una dirigente comunista in prima linea nella lotta per i diritti e le conquiste sociali, in particolare delle donne. Senatrice e consigliera comunale,e’ stata una vera intellettuale impegnata nella lotta alla mafia. Per noi e’ stato motivo di orgoglio il fatto che per alcuni anni abbia avuto la nostra tessera. 
Esprimiamo alla famiglia le nostre piu’ sincere condoglianze. 
Ciao Simona, che la terra ti sia lieve!

Palermo 16/6/2019

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25 aprile – Rifondazione Comunista sarà presente in tutte le piazze, occorre ricordare la libertà riconquistata ed evitare lo sdoganamento del nuovo fascismo

25_aprilePalermo 24 aprile – Il 25 Aprile è sempre una giornata bella e straordinaria, perché festeggia la riconquista della libertà, della democrazia e della pace. Da quella giornata e dal sacrificio di tutti coloro che combatterono il fascismo è nata la nostra Costituzione.  
La ricorrenza di quest’anno – dichiara  Vincenzo Fumetta, segretario provinciale di Rifondazione Comunista - assume quest’anno un valore più simbolico, occorre infatti scongiurare che lo sdoganamento del nuovo fascismo voluto dalla Lega e dai loro alleati di governo prenda il sopravvento nella nostra società e pertanto invitiamo tutta la cittadinanza a essere presente. 
Rifondazione Comunista e i suoi militanti, come ogni anno, saranno presenti   domani al Giardino Inglese di Palermo per la cerimonia voluta dall’ANPI, così come saranno presenti a Partinico, a Bagheria, a Corleone e in ogni altro luogo dove si festeggia la libertà riconquista.

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Regionalismo Differenziato – Il Governo nazionale aumenta l’egoismo sociale. Domani ore 17 assemblea all’Aula Rostagno.

reg_diffPalermo 18 aprile – L’ adesione del Comune di Palermo allo sciopero indetto dai sindacati della scuola contro il regionalismo differenziato e’ un atto politico molto importante”. Lo afferma Vincenzo Fumetta, segretario provinciale di Rifondazione Comunista
Il provvedimento pensato dal Governo nazionale a guida Lega e M5S aumenta le disuguaglianze sociali del nostro Paese, penalizzando le regioni più povere come la Sicilia. Regioni che avranno cosi’ minori risorse economiche a disposizione per i servizi pubblici ai cittadini, come la scuola, la manutenzione stradale, la sanità, ecc.
In questo modo – conclude Fumetta – prevarrebbe l’egoismo sociale dei piu’ ricchi, tratto caratterizzante di questo governo ed in linea con la storia della Lega Nord. Rifondazione Comunista sarà in piazza il prossimo 17 maggio insieme al mondo della scuola e invita alla partecipazione all’assemblea che si terrà domani alle 17 presso l’aula Rostagno contro il DDL sul Regionalismo Differenziato.

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Il respingimento del ricorso al TAR sconfessa il M5S e coloro che non vogliono una mobilità sostenibile

tram-palermo-8Palermo 27 marzo – La sentenza del TAR ha affermato ciò che era logico e cioè che il progetto di realizzazione della nuova rete tranviaria di Palermo si sta facendo secondo le regole stabilite dalla legge. Questa sentenza – afferma Vincenzo Fumetta, segretario provinciale di Rifondazione Comunista – è innanzitutto una sconfitta politica per il Movimento Cinque Stelle di Palermo che ha condotto finora una battaglia di retroguardia su questo importante tema e allo stesso tempo è una sconfitta per tutti coloro che pur di provare a ostacolare un nuovo modello di trasporto urbano sostenibile hanno tentato di bloccare il progetto ricorrendo alla giustizia amministrativa.
Rifondazione Comunista – conclude Fumetta – dopo questa sentenza esorta, l’Amministrazione Comunale ad andare avanti con ancora maggior forza nella realizzazione delle nuove linee portando a termine uno dei più importanti punti del programma elettorale.

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Nave “Mar Ionio” – Rifondazione Comunista sta dalla parte di chi si impegna per battaglie di civilta’

nave_mare_jonioPalermo 20 marzo -  Rifondazione Comunista plaude al salvataggio dei quarantanove naufraghi da parte delle compagne e dei compagni della nave “Mar Ionio”. E’ quanto afferma Vincenzo Fumetta, segretario provinciale di Rifondazione Comunista Palermo.  Allo stesso tempo riteniamo paradossale che vengano criminalizzati proprio coloro che sono impegnati in prima linea nel salvare vite umane in fuga da guerre, poverta’ e disastri ambientali.
Infine – conclude Fumetta – riteniamo inaccettabile l’opera di denigrazione operata dal Ministro degli Interni che appartiene a un Partito, la Lega, il cui fondatore è stato condannato per reati di notevole gravità sociale. Nonostante il clima che si respira in Italia sia sempre piu’ preoccupante e caratterizzato da xenofobia e populismo, il nostro partito sara’ sempre dalla parte di chi si impegna per le battaglie di civilta’.

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Arresto vertici BluTec – Fumetta (PRC): Occorre ridare dignità ai lavoratori ed evitare desertificazione del territorio. Unica soluzione la nazionalizzazione

fiatPalermo 12 marzo – L’arresto dei vertici della BluTec con l’accusa di aver sottratto 16 milioni di Euro di finanziamenti pubblici dimostra la superficialità con cui lo Stato ha gestito la vicenda dell’ex Fiat di Temini Imerese, il tutto a danno degli operai e in generale della collettività mentre una imprenditoria malata continua a rubare. Lo dichiara Vincenzo Fumetta, segretario provinciale di Rifondazione Comunista.
Il nostro partito reitera il proprio sostegno ai lavoratori dello stabilimento Blutec di Termini Imerese e alle loro lotte per il lavoro e per un futuro di dignità per se stessi e le comunità del comprensorio. Come ben dice la Fiom – continua Fumetta – l’intera operazione si è rivelata un bluff, probabilmente orchestrato dalla Fiat stessa che voleva sbarazzarsi dello stabilimento senza assumersi in prima persona la responsabilità dei licenziamenti.
A questo punto della vicenda, non può esserci altra soluzione che la nazionalizzazione e la creazione di una missione produttiva che sia coerente con quella del settore auto.
Basta con soldi dati ai privati – conclude Fumetta – per una volta si usino i soldi per salvare realmente un’azienda e l’intero territorio da una desertificazione con effetti devastanti, in un’isola dove la disoccupazione generale è il doppio di quella nazionale e quella giovanile supera abbondantemente il 50%.